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1987 – 1991 Desideri, Giuliani E., Marin, Sani, Silvestroni + Guerrini

 

 

1991 – 1997 Desideri, Giuliani A., Giuliani E., Sani, Silvestroni + Guerrini, Bini, Zannoni

1997 – 1999 bini, Giuliani E., Sani + Silvestroni

 

 

 

bozza di locandina per la REUNION del 15 dic 2009, poi spostata al 20 feb 2010, poi spostata al 20 marzo

Strani

(V. silvestroni, 1986)

locandina per la session che ha visto la prima REUNION di √aude√ille effettuata no-excuses. La serata è stata proposta in podcast da RadioNK

 

SIAMO STRANI

UNA VOLTA ERAVAMO LIBERI

E SIAMO COSTRETTI A VAGARE

FRA MENZOGNE E CASCATE

TROPPO LONTANI

PER ESSERE DECENTI

E DIVENTEREMO LIBERI

TEMPO AL TEMPO

NELLA NOTTE LA CANZONE splENDE

SIAMO LIBERI

un tempo ERAVAMO STRANI

SIAMO SEMPRE COSTRETTI

FRA ANCORE E ANCORA

troppo lontani

per ESSERE DECENTI

E RIDIVERREMO STRANI

NE ABBIAMO NOSTALGIA

NELLA NOTTE

TENDO

SIAMO RECALCITRANTI

AD OGNI TIPO DI INNOVAZIONE

AD OGNI QUESTIONE FUGGENTE

E/O VERITIERA

 

testo originale di Questo Luogo che Amiamo

locandina d.i.y. per la prima data del Cos’è di cesare Tour, prima ancora di avere cambiato nome

 

Emilio Vita

recensisce la nuova band russiana

 

...and he takes you out in Vaudeville Valley
with his hand up smothering your screams
and he screws you down in Tin Pan Alley
in the city of a billion dreams

 

It Never Rains (M. Knopfler)

Love Over GoldDire Straits

 

si nota una parte della scaletta dei brani della serata

trafiletto di recensione da stampa locale (circa 1990)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

circa il genere musicale di √aude√ille oggi

 

non so bene come descrivere il genere musicale che suoniamo.

 

Alcuni fra noi lo considerano Progressive e a me piacerebbe molto poterlo definire così perché i Genesis sono stati una delle fonti di stimoli. Senonché il Prog, che costruisce meravigliose architetture sonore, che pure ci ha dato soddisfazioni a Garageband, non prevede alcun tipo di improvvisazione, cosa che invece noi usiamo proprio per non avere una versione dei brani uguale all’altra.

Dobbiamo quindi, siccome molto improvvisato, considerare Jazz la musica di √aude√ille? Beh, sicuramente quando c’è Sanzio la nostra musica si muove maggiormente in quella direzione, ma il nostro modo di suonare deve molto al Rock (e si sente): abbiamo solo in parte il gusto per la sostituzione degli accordi e per la ricerca su scale modali.

Quindi: che cosa attacchiamo dopo la parola Rock?

Il Rock è la base del nostro suonare, è la madre dalla quale veniamo, ma non tutti. La Roberta ha poco frequentato (e solo per colpa di noialtri) l’ambiente musicale rockeggiante, provenendo prima dalla musica classica e quindi dalla disco (fu una delle prime se non la prima dj donna della riviera romagnola).

Se il Rock ha fatto fantasticare noi altri è anche vero che non siamo rimasti fermi lì.

Roberto pure ebbe esperienze da disc-jockey, Andrea fece le prime esperienze musicali con band Prog e Rock-Jazz, sia io che Sanzio (lui molto di più e meglio) abbiamo suonato in orchestre da ballo, Enrico è forse il più vergine di esperienze differenti, se non fosse per il fatto che dopo avere suonato la chitarra per 4 lustri, andò a prendere lezioni di sassofono Jazz. Per cui mi è difficile mettere un termine dopo Rock.

In più: per quale motivo abbiamo deciso di riarrangiare i vecchi brani invece di tenerli com’erano (ed erano buoni!)? Forse abbiamo inventato il Rock-Masochista.

Ci facciamo volentieri influenzare e contaminare da ogni genere musicale e/o artistico (che dire del fatto che potremmo essere l’unica band che dipinge dal vivo?). Ci può piacere Frank Zappa come Secondo Casadei, i Queen come i Beatles, l’House e Keith Jarrett, passando per Santana, Pat Metheny e Luciano Ligabue (per non dimenticare il Vasco Rossi dei primi tempi, i Police e il Rock Inglese degli anni 80 [e perché no anche i Los Lobos, a questo punto?]).

La parte che ci spinge a arrangiare i brani più volte andrebbe forse fatta risalire al mio ascolto dei Beatles ’67-’70, ma neanche loro arrivavano a buttare via così tanto il bambino con l’acqua sporca.

D’altra parte, il Jazz viene dalla conoscenza di Sanzio e dalla voglia di Enrico; il Rock più pesante, così come anche (!!!) i ritmi più Funky, da Roberto e la qualità di suonare la batteria in modo estremamente leggero e suadente di Andrea ci porta ad essere meno Rock e più Jazz-Rock.

La musica di √aude√ille che, come ho avuto modo di comprendere, piace (purtroppo) più ai musicisti che ai semplici fruitori di musica, non ha quindi un genere ben definito; possiamo geografizzarla come sostiene Enrico oppure godercela e basta perché io, quando ascolto i vecchi brani registrati anche alla cazzo-di-cane, am gud la faza!

 

Vin Sil